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martedì 24 giugno 2008

HUNGER...E LA FAMIGLIA DI BOBBY SANDS

Tra i vari video, pubblicati su youtube, del trailer del film Hunger (vincitore a Cannes del premio Camera d'Or), del regista Steve McQueen e basato sulle ultime 6 settimane di vita di Bobby Sands tra le mura del Maze, ce n'è uno che presenta tra i commenti (in lingua inglese) riferimenti ad opinioni e reazioni dei familiari di Bobby Sands. Ovviamente non si tratta di fonti ufficiali, quindi il tutto è da prendere con le dovute cautele ma è interessante prendere atto anche di questa (possibile) faccia della medaglia e quindi ho deciso di proporvelo.

Trailer - Hunger - Michael Fassbender - Film - Bobby Sands
(i commenti sopra-citati li potete trovare nella 2° pagina, in ordine di tempo dalla data della pubblicazione del video)


Per chi volesse maggiori informazioni su 'Hunger', nella sez. 'Film' troverà tutti i post a lui dedicati su questo blog.

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There in an interesting conversation about reactions of the Bobby Sands's family to the Hunger movie, made by Steve McQueen, documenting the final weeks of IRA hunger striker Bobby Sands and recently winner of the 'Camera d'Or' prix at the Cannes International Films Festival. It is not an official source but it's interesting to read it.

Trailer - Hunger - Michael Fassbender - Film - Bobby Sands
(you could find the comments about Bobby's family reaction below the trailer - 2° page from the day when video was published)

You could find more informations about Hunger at 'Film' label

mercoledì 4 giugno 2008

TRAILER UFFICIALE DEL FILM HUNGER



Premio Camera d'Or al Festival del Cinema di Cannes
Regia: Steve McQueen
Attore protagonista: Michael Fassbender

domenica 25 maggio 2008

Hunger...immagini e suoni

...a dimostrazione di come le parole siano superflue

'Hunger'...in parole

Hunger vince il premio Camera d'Or


Attributo il premio Camera d'Or ad Hunger, al Festilval Internazionale del Cinema di Cannes.

Queste le prime dichiarazione della co-produttrice Laura Hastings-Smith..
"We're all absolutely thrilled, and thrilled for Steve, thrilled for the film and for everyone who's worked on Hunger.
"The key to the film was that it looked at the humanity of the story and how this place, Maze Prison, at that time in history, how it was a brutalising place for everyone - be you prison officer, prisoner, orderly or riot guard.
"It was a tragedy for everyone. We looked at what happens when dialogue stops and that has a resonance across the world."

Quì potrete leggere l'articolo per intero BreakingNews.ie

lunedì 19 maggio 2008

Hunger...meno di 3 minuti di Steve McQueen, immagini e 'Making Of..'


Vista la difficoltà di reperire un trailer ufficiale del film Hunger presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes all'interno della rassegna 'Un Certain Regard' e in lizza per un premio, vi posto un link della BBC dove è possibile visionare un breve video contenente immagini tratte dal film, dichiarazioni di Steve McQueen e alcune sequenze del 'making of...' di cui ho pubblicato uno screenshot in testa al post.
Filmato interessante...

Video of Hunger

sabato 17 maggio 2008

Cannes presenta al mondo Hunger

I sottotitoli in francese riportano erroneamente l'anno 1991, ma sappiamo che il riferimento è al 1981.
Hunger
Caricato da mk2

Recensione dal sito Castlerock

Il volo di Bobby Sands

Chissà se dopo aver visto Hunger, il mondo degli addetti ai lavori, smetterà di ricordarsi dell'esordiente Steve McQueen per la sua omonimia con il celebre attore. Perché dietro a un uomo di colore di trentanove anni con un passato da scultore e da fotografo e la fisicità di un buttafuori, si nasconde un talento cristallino. Almeno a voler giudicare questa sua opera prima che racconta la storia di Bobby Sands (un grandissimo Michael Fassbender), l'attivista irlandese degli anni ottanta, lasciatosi morire in galera per uno sciopero della fame durato 66 giorni, dopo aver subito le più violente torture all'interno del carcere.

Hunger è il biopic politico più coraggioso che si sia visto da anni a queste parti e fa quasi sorridere pensare, che su temi analoghi, il ben inferiore Il Vento che accarezza l'erba di Ken Loach vinse a Cannes proprio due anni fa. A sbalordire nel film di McQueen da una parte c'è una padronanza assoluta della messa in scena, dall'altra la qualità e il coraggio delle scelte operate, sia sotto il profilo stilistico, che narrativo. Hunger scarta con una consapevolezza sorprendente tutte le trappole più comuni di un soggetto del genere, attraverso un montaggio ellittico e delle aperture di una potenza evocativa ragguardevole. Soprattutto, dosando alla perfezione pancia e cervello e soffermandosi su dettagli apparentemente poco pregnanti (le briciole delle colazione, le lacrime del celerino, gli uccelli) ma di grande respiro cinematografico.

McQueen abbraccia il calvario di Sands solo dopo esser passato attraverso tre personaggi: un poliziotto addetto alla sorveglianza del carcere e dedito a pestaggi indiscriminati e due altri detenuti, soggetti alle stesse condizioni inumane. Lo fa azzerando le parole, con un cinema duro e frontale che rifiuta ogni didascalismo e non risparmia nulla in termini di violenza espositiva e di realismo. Una prima parte che imprigiona lo spettatore senza tregua e che ha un vero e proprio climax nel duro intervento repressivo, successivo ai primi segnali di compromesso tra le posizioni politiche dell'Irlanda del Nord e l'Inghilterra. Ecco che improvvisamente Hunger muta registro e si riappropria del parlato, attraverso un lunghissimo dialogo in piano sequenza in cui Sands espone la sua strategia al prete che vuole convincerlo a una posizione più compromissoria. Venti minuti di una densità notevole che forniscono un'ulteriore dimostrazione dei numeri del regista inglese che abbandona il contesto carcerario, sottolineandone l'inferno con un altro piano sequenza da brividi.
Prima di occuparsi dell'agonia definitiva di Sands, ritornando al silenzio assoluto, con un incanto e un impatto emotivo preziosissimi, che ricordano un po' gli ultimi struggenti momenti del Christopher McCandless di Into The Wild.

venerdì 16 maggio 2008

Il primo trailer di Hunger

Ho trovato sul sito dell'Irish Independent il primo trailer disponibile del Film Hunger. Si tratta di 1.20 minuti di sequenze prive di dialoghi diretti ma sicuramente di forte impatto emotivo.

Potete vederlo quì/here

Recensione di Leonardo Landieri


...vi posto anche una recensione in lingua italiana, per chi non avesse dimestichezza con lingua inglese

Hunger

Con il film dell’inglese Steve McQueen s’inaugura, oltre la sezione “Un Certain Regard”, anche il festival delle biografie, in qualche modo. Se nei prossimi giorni passeranno il documentario su Maradona di Kusturica e su Mike Tyson dello statunitense James Toback, in piu’, il Che di Soderbergh, oggi e’ partita la saga con la
Con il film dell’inglese Steve McQueen s’inaugura, oltre la sezione “Un Certain Regard”, anche il festival delle biografie, in qualche modo. Se nei prossimi giorni passeranno il documentario su Maradona di Kusturica e su Mike Tyson dello statunitense James Toback, in piu’, il Che di Soderbergh, oggi e’ partita la saga con la storia di Bobby Sands, l’attivista irlandese degli anni ottanta, martire lasciatosi morire in galera per uno sciopero della fame durato 66 giorni, non prima di aver subito le piu’ crudeli torture da parte dei secondini inglesi. Il trentanovenne Steve McQeen e’ al suo primo lungometraggio, ed e’ da considerare tra i piu’ noti artisti contemporanei (e’ anche scultore e fotografo) per l'uso sofisticato del linguaggio cinematografico con riferimento diretto al cinema-verite', in particolare a Jean Rouch. McQueen ha sviluppato una narrativa filmica che inevitabilmente lo ha portato ad allontanarsi dal cinema classico e ad adottare un approccio piu' libero che fa della casualità e dell'aleatorietà i suoi punti di forza. In questo contesto l'artista ha adottato alcune tecniche che sono diventate tipiche del suo operare: l'uso della camera tenuta a mano durante la ripresa, la trasgressione dei confini tra immaginazione e realtà, tra lo spazio di chi osserva e quello del film, e soprattutto l'interruzione della continuità del racconto per cui le sequenze non si succedono l'una dopo l'altra, bensi' fanno parte di blocchi narrativi discontinui. In questa opera cruda e violenta pero’ l’autore sembra frenare il suo impulso creativo, dimostrando anche un senso dell’equilibrio non comune ai giovani autori. Episodico nella struttura, il suo procedere non segue, anche in questa opera, un'azione lineare ma ancora lo sguardo, seguendo un percorso linguistico in cui si compenetrano immagini e memoria e il cui scopo e' trasformare la nozione comune del reale. Ognuno diviene sensibile al massimo grado verso se stesso, il proprio corpo e la propria respirazione. Questo e’ quello che proviamo negli ultimi atti dell’esistenza di Bobby Sands. Bisogna perdere completamente il controllo. In questo consiste l'improvvisazione. È caos controllato. E se la dimensione temporale in questo film e' determinata dalla memoria che, sollecitata, si muove in diverse direzioni, anche i luoghi dove si svolgono le azioni scaturiscono dalla casualità e dalla capacità di improvvisazione. Un mondo che si spinge all’esplorazione dei limiti fisici, cercando di superarli attraverso un’arte multimediale che condensa a tratti, impercettibilmente cinema, videoinstallazione, scultura, fotografia, disegno. Il concetto di creatività interagisce tra i labirinti dello specialismo e dell’estremismo espressivo contemporaneo. Veramente un’opera notevole: quasi azzerate le parole, fino al faccia a faccia tra Bobby ed un prete, parlano le immagini, la narrazione che evoca il tempo reale e l’opposizione gravitazionale della metafora cinematografica. Questo cinema è una sorta di fecondazione trasversale tra il desiderio di creare e la fatica di continuare a creare: un tentativo di rafforzare l’energia creativa senza permettere alla propria pratica di assumere una forma concreta e fastidiosamente estetizzante storia di Bobby Sands, l’attivista irlandese degli anni ottanta, martire lasciatosi morire in galera per uno sciopero della fame durato 66 giorni, non prima di aver subito le piu’ crudeli torture da parte dei secondini inglesi. Il trentanovenne Steve McQeen e’ al suo primo lungometraggio, ed e’ da considerare tra i piu’ noti artisti contemporanei (e’ anche scultore e fotografo) per l'uso sofisticato del linguaggio cinematografico con riferimento diretto al cinema-verite', in particolare a Jean Rouch. McQueen ha sviluppato una narrativa filmica che inevitabilmente lo ha portato ad allontanarsi dal cinema classico e ad adottare un approccio piu' libero che fa della casualità e dell'aleatorietà i suoi punti di forza. In questo contesto l'artista ha adottato alcune tecniche che sono diventate tipiche del suo operare: l'uso della camera tenuta a mano durante la ripresa, la trasgressione dei confini tra immaginazione e realtà, tra lo spazio di chi osserva e quello del film, e soprattutto l'interruzione della continuità del racconto per cui le sequenze non si succedono l'una dopo l'altra, bensi' fanno parte di blocchi narrativi discontinui. In questa opera cruda e violenta pero’ l’autore sembra frenare il suo impulso creativo, dimostrando anche un senso dell’equilibrio non comune ai giovani autori. Episodico nella struttura, il suo procedere non segue, anche in questa opera, un'azione lineare ma ancora lo sguardo, seguendo un percorso linguistico in cui si compenetrano immagini e memoria e il cui scopo e' trasformare la nozione comune del reale. Ognuno diviene sensibile al massimo grado verso se stesso, il proprio corpo e la propria respirazione. Questo e’ quello che proviamo negli ultimi atti dell’esistenza di Bobby Sands. Bisogna perdere completamente il controllo. In questo consiste l'improvvisazione. È caos controllato. E se la dimensione temporale in questo film e' determinata dalla memoria che, sollecitata, si muove in diverse direzioni, anche i luoghi dove si svolgono le azioni scaturiscono dalla casualità e dalla capacità di improvvisazione. Un mondo che si spinge all’esplorazione dei limiti fisici, cercando di superarli attraverso un’arte multimediale che condensa a tratti, impercettibilmente cinema, videoinstallazione, scultura, fotografia, disegno. Il concetto di creatività interagisce tra i labirinti dello specialismo e dell’estremismo espressivo contemporaneo. Veramente un’opera notevole: quasi azzerate le parole, fino al faccia a faccia tra Bobby ed un prete, parlano le immagini, la narrazione che evoca il tempo reale e l’opposizione gravitazionale della metafora cinematografica. Questo cinema è una sorta di fecondazione trasversale tra il desiderio di creare e la fatica di continuare a creare: un tentativo di rafforzare l’energia creativa senza permettere alla propria pratica di assumere una forma concreta e fastidiosamente estetizzante.

(un ringrazimento a sentieri selvaggi)


Hunger visto dal Guardian


Una delle recensioni più brevi, ma forse tra le più incisive...

Hunger

4 stars Cannes film festival

Peter Bradshaw
Friday May 16, 2008
The Guardian



Now that Martin McGuinness is doing grinning photo-ops alongside Ian Paisley, the world of the hunger strikes and dirty protests of the early 1980s seems a very long time ago. Steve McQueen's film Hunger painfully and powerfully re-enacted the Maze prison campaign and made Cannes festivalgoers live through the ordeal of hunger striker Bobby Sands, played uncompromisingly by Michael Fassbender.

It delivered a profound shock, not least the shock of recognising how much has changed, and how in our era of suicide bombings, the debate over terrorism has changed radically.

Hunger is extreme cinema for an extreme subject. It is outstandingly made; long wordless sequences are composed with judgment and flair and expository dialogue scenes are confidently positioned. It surely confirms McQueen as a real film-maker.

The full nauseous horror of the dirty protest is unflinchingly addressed by McQueen's camera. There are long, unhurried shots of the endless prison corridor, with swags of urine seeping from under each cell door. You can feel the prisoners breeding their hate and rage like bacilli in a gigantic Petri dish. The scenes of brutality are almost unwatchable.

Hunger is raw, powerful film-making and an urgent reminder of this uniquely ugly, tragic and dysfunctional period in British and Irish history.

Hunger visto dal Times



Steve McQueen's Maze prison film Hunger shocks Cannes

The controversial history of Northern Ireland's troubles was brought to vivid light in Cannes today with the screening of Hunger, directed by Turner Prize winner Steve McQueen.

Dramatising life inside the notorious Maze prison and the highly emotive events surrounding the 1981 IRA hunger strike, the film opened the Un Certain Regard section of the festival, which encourages innovative works and young talent.

The film stars Irish actor Michael Fassbender, 31, who starved himself for two months to play the IRA hunger-striker Bobby Sands

McQueen said he wanted to capture what it was like to hear, see, smell and touch the blocks where IRA prisoners were incarcertated in 1981 and convey something which could not be found in books or archives.

The London-born director said: "When I was a child growing up in 1981, aged about 11 or 12, there were three things that influenced me: the Brixton riots, Tottenham winning the FA Cup - which was fantastic - and Bobby Sands.

"His image appeared on the TV screen virtually every night with a number underneath it and it stayed with me. That passion and that level of confrontation to die on hunger strike.

"This memory and this opportunity drew me to find out more about him and I thought it could be a powerful film."

McQueen, who had never written a script before, described the research process of speaking with ex-prisoners, prison officers and priests who had visited the Maze as "probably the heaviest experience of my life emotionally".

He said he initially contemplated having no dialogue at all.

"But then I started to think about there being, after a period of no dialogue, an avalanche of dialogue."

The film is almost without dialogue for it's first hour, before an unbroken 22 minute take of Sands discussing his proposed hunger strike with his priest.

McQueen said of filming in Northern Ireland: "What became apparent was how so many people had been touched by this story and it was quite remarkable how everyone knew where they were when Bobby Sands died during the hunger strike, everyone had some kind of relationship to the events of that time."

Hunger visto dall'Independent


Bobby Sands film defended for its 'insight' into suicide bombers

By Arifa Akbar
Friday May 16 2008

A controversial film documenting the final weeks of IRA hunger striker Bobby Sands has been defended by its makers at the Cannes Film Festival as a useful insight into the mindset of suicide bombers.

'Hunger', a 96-minute film by Steve McQueen, tells the tale of Sands, who died on hunger strike at Maze prison. The film has drawn criticism for creating a hero out of a terrorist.

But Jan Younghusband, executive producer of the film, said the harrowing story merely exposed the mentality of someone ready to die for a cause, such as the London suicide bombers.

"You look at suicide bombers and wonder what it is that drives them to kill themselves in their attempt to make the world better. This is a very contemporary issue, destroying your body for something you believe in," she said.

"We look at terrorists and we think 'aren't they horrible, they are blowing us up'. But we have to ask 'What is our role in that?' We are not without responsibility."

The gritty drama, the directorial debut for Turner-Prize-winning artist McQueen, focuses on the last six weeks of Sands' life. Jailed for possessing a gun, he became an icon in the Republican movement when he died in 1981 at the age of 27 after 66 days on hunger strike -- a protest at prisoners losing their political status.

Sands became an MP 25 days before he died; his death prompted several days of riots in nationalist areas of Northern Ireland and drew 100,000 people to his funeral.

Some have suggested the film's release is likely to rekindle bitter feelings in Belfast. Sands' family have been invited to see the film but have declined the offer of a personal screening.

McQueen, whose recent work includes a series of postage stamps bearing the faces of dead soldiers who had served in Iraq, said: "The body as site of political warfare is becoming a more familiar phenomenon. It is the final act of desperation; your own body is your last resource for protest."

The film's Dublin-born writer, Enda Walsh (best known for 'Disco Pigs') spent several weeks interviewing Sand's fellow prisoners and prison guards.

Its makers say the story draws a parallel between IRA prisoners in the Maze, and those currently in Abu Ghraib prison and Guantanamo Bay. (© Independent News Service)

giovedì 15 maggio 2008

Hunger....i primi commenti



Un elenco dei primi commenti seguiti alla proiezione di Hunger. In linea di massima sono unanimi....Steve McQueen ha di che essere soddisfatto.

"A visceral, violent and deeply disturbing vision of life in the Maze prison, set during the 'dirty' protests and the second hunger strike of 1981, is offered up by Britain's most prominent entry in the Cannes film festival," writes Charlotte Higgins in the Guardian.

"Steve McQueen's Hunger, which focuses on the death of Bobby Sands after 66 days without food, prompted both applause and walk-outs as it premiered today, opening the prestigious Un Certain Regard section of the festival."

For
Leslie Felperin, writing in Variety, Hunger is "a powerful, pertinent but not entirely perfect debut for British visual-artist-turned-feature-helmer Steve McQueen, who demonstrates a painterly touch with composition and real cinematic flair, but who stumbles in film's last furlough with trite symbolism."

In Screen Daily, Allan Hunter finds "a history lesson with obvious contemporary resonances in the so-called war on terror.... McQueen conveys the living hell of this situation with the composure of a forensic examiner.... If Loach is the obvious name that comes to mind, McQueen also has an element of Terence Davies in the lingering intensity he brings to bear on some of his most telling compositions."

"This is a sensational feature debut, fearless and uncompromising, bolder than any film to come out of the UK in a long time," writes the
Telegraph's Sukhdev Sandhu. "The lighting is cold and drear. The sound design bleak. It's a film - as confrontational as the late Alan Clarke's Elephant - about extreme, intense spaces: those of Belfast, the jail cells, the psychology of those young men, ghosts in the making."


(really really thanks to daily.greencine.com)

Hunger....le 'prevedibili polemiche'


Il 15 maggio è stato il giorno della premiere mondiale di Hunger, opera prima di Steve McQueen alla quale è stata affidata l'apertura della categoria Un Certain Regard al Festival del Cinema di Cannes.
Come prevedibile, sono nate polemiche attorno alla pellicola, pseudo accuse al regista per aver forse 'martirizzato' la figura del protagonista Bobby Sands. Polemiche forse imputabili alla nazionalità britannica del regista??? Probabile, ma Steve McQueen si sta salvando egregiamente con diplomazia ma anche togliendosi qualche sassolino dalle scarpe.

'...McQueen, a London-born artist who is making his film debut, compared the Maze to Guantanamo Bay and the Abu Ghraib prison in Iraq.

"The parallels have become apparent. History repeats itself, lots of people have short memories, and we need to remember that these kinds of things have happened in Britain." (Telegraph.co.uk)


Da non sottovalutare manipolazioni che possono essere attuate anche dagli organi di stampa, quindi ogni dichiarazione è da prendere con le dovute cautele...

Vi posto un paio di links di articoli in lingua inglese

Hunger by Telegraph.co.uk
Hunger by Yahoo News

No comment...

Credo che la satira se fatta con intelligenza possa anche far sorridere, ma questo è un raro esempio di ignoranza...

Bobby Sands film wins three awards at major film festival

Is there someone who can explain me how people can be so idiot?


Hungher descritto da Steve McQueen

"I want to show what it was like to see, hear, smell and touch in the H-block in 1981. What I want to convey is something you cannot find in books or archives: the ordinary and extraordinary, of life in this prison.

Hunger for me has contemporary resonance. The body as a site of political warfare is becoming a more familiar phenomenon. It is the final act of desperation; your own body is your last resource for protest. One uses what one has, rightly or wrongly... In Hunger there is no simplistic notion of 'hero' or 'martyr' or 'victim'. My intention is to provoke debate in the audience, to challenge our own morality through film. " Steve McQueen (Cannes 2008)

Voglio dimostrare cosa significasse vedere, sentire, annusare e toccare negli H-Blocks nel 1981. Quello che voglio comunicare è qualcosa che non si trova nei libri o negli archivi: l'ordinario e lo straordinario della vita in prigione. Hunger per me ha una risonanza contemporanea. Il corpo come come strumento di battaglia politica sta diventando un fenomeno familiare. E' l'atto finale della disperazione: il proprio corpo è l'ultima risorsa di protesta. Ognuno usa quello che ha, giusto o sbagliato... In Hunger non c'è un semplicistica nozione di 'eroe' o 'martire' o 'vittima'. La mia intenzione è di provocare un dibattito tra il pubblico per cambiare la propria moralità attraverso il film'.

martedì 13 maggio 2008

HUNGER




Sarà Hunger ad inaugurare la sezione Un Certain Regard al Festival del Cinema di Cannes. La proiezione è prevista da programma giovedì 15 maggio.
In attesa delle prime recensioni, vi segnalo tre links dove è possibile visionare la locandina ed alcune immagini tratte dal film.

Festival di Cannes
Becker International
Castlerock (è richiesta la registrazione per visualizzare le immagini ingrandite)



Ecco la scheda del film, sempre tratta dal sito ufficiale del Festival del Cinema di Cannes

Directed by: Steve McQueen
Country: United Kingdom
Year: 2008
Duration: 96 minutes

Credits

Steve McQueen - Director
Enda Walsh - Screenplay
Steve McQueen - Screenplay

Actors

Liam Cunningha
Michael Fassbender

Synopsis
Raymond Lohan wearily follows his normal routine: an ordinary man doing the job of a prison officer in the Maze Prison in Northern Ireland, 1981. Working within one of the infamous H-Blocks, where republican prisoners are on the Blanket and No-Wash protest, is a living hell for both prisoner and prison officer.

A young, new prisoner Davey Gillen is brought into this environment for the first time. Although terrified, Davey resolutely refuses to wear the prison uniform - he is no common criminal. So joining the Blanket protest, he shares a filthy cell with another ‘non-conforming’ republican prisoner Gerry Campbell. Gerry, hardened to the horrific realities of Maze life, guides Davey through the daily routine, he trains him how to smuggle items and exchange ‘comms’ (communications) with the outside world, passing them on to their H-Block leader Bobby Sands at Sunday Mass.

The prisoners are persuaded to take up the prison regime’s offer of civilian clothes – a potential breakthrough in their struggle to regain political status – only for them to be mocked by the ‘clown clothes’ handed out. A riot erupts. In the mayhem, the prisoners destroy the clean cells they’ve been moved to. The riot is violently crushed with beatings and body searches. The violence spreads beyond the Maze; no prison officer is safe and Raymond is shot dead.

Bobby Sands meets Father Dominic Moran. Once the initial humorous banter is out the way, Bobby reveals that he is going to lead a new Hunger Strike to protest for special category status for republican prisoners. The conversation immediately intensifies into a battle of words that illuminates the men’s prisoners’ determination to begin another Hunger Strike through the priest’s questioning of motives and morality. Bobby’s mind is unchanged and the strike will begin.

lunedì 12 maggio 2008

Prima mondiale del film su Bobby Sands a Cannes


Verrà presentato al Festival di Cannes (14-25 maggio 2008), il film che narra le ultime 6 settimane di vita di Bobby Sands. Il film, opera prima di Steve Mcqueen alla regia, narrerà i giorni precedenti la morte di Bobby subito dopo essere stato eletto membro del Parlamento.
Di seguito un articolo del 30 aprile tratto dall'Irish Independent.

Film on Sands' hunger strike set for Cannes

A FILM based on the last six weeks in the life of IRA hunger striker Bobby Sands is to have its world premiere at next month’s Cannes Film Festival .

The film will portray Sands’ final days before he died in Maze Prison in May 1981, shortly after being elected an MP.

The screenplay for Hunger is co-written by Irish playwright Enda Walsh, whose critically acclaimed plays have included Disco Pigs, Bedbound and The Walworth Farce.

The film is the first directed by Steve McQueen, the British artist who won the Turner Prize in 1999, who colloborated with Walsh on the screenplay.

“The body as site of political warfare is becoming a more familiar phenomenon. It is the final act of desperation. Your own body is your last resource for protest,” he said.

“What I want to convey is something you can't find in books or archive, the ordinariness and extraordinariness of life in this prison.

“Yet also the film is an abstraction in a certain way, a meditation on what it is like to die for a cause,” he added.

In Hunger, Bobby Sands is played by German-born, Killarney - raised actor Michael Fassbender (31), who featured as Stelios in the historical epic 300, a major box-office success last year.

He first came to fame in a Guinness commercial, as a man who swims the Atlantic to heal a rift with a friend in the US.

SPECIAL

In an interview before Hunger started filming, Fassbender said: “Naturally for us in Ireland the theme has special interest, but the unique way in which Steve McQueen will tell the story is something new.”

Dublin actor Liam Cunningham features as a priest in the film, which was financed by Channel 4, Northern Ireland Screen and the Broadcasting Commission of Ireland. It is hotly tipped for the prestigious slot of opening the official Cannes sidebar section, Un Certain Regard.

The 61st Cannes Film Festival runs from May 14 to 25.

...quì un altro articolo questa volta tratto da The Guardian/The Observer


giovedì 3 gennaio 2008

A PROPOSITO DE....'IL SILENZIO DELL'ALLODOLA'


film di David Ballerini (2005)


La mia non vuole essere di certo una recensione, non mi ritengo affatto competente in campo cinematografico, ma voglio riportare alcune considerazioni che ho fatto a distanza di un giorno dalla visione.
Soddisfatta...insoddisfatta? Che dire....il film in sè è molto ben girato, attori molto bravi, complimenti alla fotografia...qualche perplessità in merito a come è stato sviluppato l'argomento. Il regista ha voluto chiarire già dall'inizio che la storia è liberamente ispirata alla vita di Bobby Sands e leggendo altre recensioni e articoli mi è parso di capire che il significato del film volesse spingersi oltre la mera biografia. A questo punto però, vorrei porre una domanda a David Ballerini: perchè basare circa la metà del film sulla descrizione a tratti minuziosa di fatti della vita di Bobby Sands per poi divagare nella seconda parte? Io l'ho vissuta come una sorta di contraddizione. Per rendere l'idea di quanto accaduto in quegli anni e dimostrare fin a dove può arrivare la volontà di un uomo dinnanzi a soprusi ideologici e fisici a mio parere sarebbe stato preferibile narrare la vicenda di un prigioniero 'anonimo' come di anonimi ce ne sono stati tanti altri in quegli anni, a soffrire le stesse pene di Sands ed a lottare per i medesimi ideali.

Bobby Sands è un’icona di quell’epoca ed anche ai gg nostri, arduo e forse fuori luogo volersi accostare al suo personaggio senza poi esserne fedele nella trattatazione.