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martedì 2 settembre 2008

IL PADRE DI UN HUNGER STRIKER DECLINA GLI AUGURI DELLA REGINA

Oliver Hughes, fratello dell'Hunger Strikers Francis Huges morto dopo 62 giorni di digiuno durante lo sciopero della fame del 1981, ha dichiarato che suo padre era stato contattato da Buckingham Palace all'inizio di agosto per sapere se avrebbe accettato un telegramma dalla Regina per festeggiare il suo 100esimo compleanno avvenuto il 20/08/08.

Questo è l'articolo pubblicato da Irish News

Hunger Striker's dad (100) 'politely declines' Queen's birthday message
The father of IRA Hunger Striker Francis Hughes has “politely declined” best wishes from Queen Elizabeth on his 100 birthday.
In 1981 Joe Hughes watched as his youngest son Francis died after 59 days on hunger strike.
Four months later Mr Hughes’s nephew Tom McElwee became the ninth prisoner to die after 62 days on hunger strike.
Mr Hughes is understood to have been a member of the IRA in the 1920s and has been a strong supporter of the peace process in Co Derry.
Speaking from his home last night Mr Hughes’s son Oliver confirmed that his father had been contacted by Buckingham Palace earlier this month to inquire about whether he would accept a telegram from the Queen to mark his 100th birthday today.
“We thanked them for their interest but politely declined the offer,” he said.
“My father has been a proud republican all his life so it wouldn’t have been appropriate,” he added.
Mr Hughes did, however, accept a telegram of congratulations from President Mary McAleese.
Oliver Hughes recalled his father’s reaction when Francis told him he was going on hunger strike.
“My father had a tear in his eye but told Francis that he would support him 100 per cent,” he said.
“My parents were heartbroken when Francis died but they were proud of his sacrifice and that of the other hunger strikers.
“My parents spoke about Francis every day.”
Deputy First Minister Martin McGuinness, who is due to visit Mr Hughes today, paid tribute to the veteran republican.
“During very difficult and dangerous times Joe and his late wife Maggie stepped forward at great personal loss to themselves and their family,” he said.
“He is a proud and strong Irishman and a solid republican who stood firmly behind his son as Francis and his comrades faced down Margaret Thatcher and her criminalisation policy in Long Kesh in 1981.”

OPINIONI DI UN EX-POW SULLA COMMEMORAZIONE DI DERRY

L'ex pow John Cassidy ha voluto così esprimere le sue opinioni in merito alla commemorazione degli Hunger Strikers organizzata dallo Sinn Fein a Derry.

As a former blanket man and Republican prisoner I would like to add some comments on the Sinn Fein organised Hunger strike commemoration in Derry. Like many ex-prisoners I see this commemoration as not gathering to honour the memory of the Hunger strikers but more a show of strength for the Sinn Fein political strategy.
The sad thing is that many of the people attending the Derry commemoration will be there to genuinely honour the memory of these brave men, but are unaware that this attendance will be interpreted by Sinn Fein as a huge mandate for them in a city where they have lost the political argument.
I was arrested and detained in the "H" Blocks along with Mickey Devine where we spent four years on the Blanket protest prior to Mickey going on Hunger Strike. On the 23rd september 1976,the first day we were remanded to the Crumlin road prison, I was beaten by provisional IRA Pow's and myself and Mickey were locked up for the full 24 hours in a day for 3 months on orders from the provisional leadership.
I take the present manipulation by Sinn Fein of the memory of the Hunger Strikers as an insult to all and I can categorically say now that Mickey Devine was always adamant to me in conversations the Northern state could not be reformed. But even all this treatment at the hands of the provisionals, I stood above it all and when I was released in August 1984 I continued to work outside with the Hunger strike commemoration committee in Derry.
This work by me on behalf of the memory of my dead comrades ended when Sinn Fein decided to endorse the RUC/PSNI and from that day to this I have been the victim of whispering campaigns and ostracized by these same people I had worked with in order to maintain the memory of our dead.
I firmly believe that many Republicans wish to honour the memory of our Hunger Strikers but like myself, object to Sinn Fein manipulation of the Hunger Strike for their own political reasons. Next year hopefully we can have a National unity Hunger Strike commemoration in Derry where all the various groupings can speak and pay genuine homage to our dead instead of seeking the political gratification that Sinn Fein presently seek.

John Cassidy
Ex-Pow

(Sunday Journal del 17 agosto)

lunedì 18 agosto 2008

COMMEMORAZIONE DEGLI HUNGER STRIKERS A DERRY


Commemoration for Hunger Strikers (Breaking ews.ie)

Thousands will gather in Co Derry today to commemorate the 1981 Hunger Strike.
Ten men died after the eight month long strike in the H Blocks of Long Kesh prison in Co Down.
Up to 50 people died in violent incidents outside the prison during the same period.
Sinn Féin President Gerry Adams will be the keynote speaker - around 20 bands, many from Scotland, will take part in the ceremony along with various campaign groups.

Migliaia di persone si raccoglieranno oggi nella Contea di Derry per commemorare gli hunger strikers del 1981. Dieci uomini morirono durante gli otto mesi dello sciopero della fame nelle famigerate carceri britanniche di Long Kesh, nella Contea di Down, denominate H-Blocks. Nello stesso periodo, più di 50 persone morirono negli incidenti scoppiati nelle strade.
Il Presidente del Provisional Sinn Féin, Gerry Adams sarà l’oratore principale. Venti bande musicali, la maggior parte provenienti dalla Scozia, prenderanno parte alla cerimonia insieme a numerose associazioni.
Ma il portavoce del Republican Sinn Féin per Derry, Richard Walsh, ha commentato che i sostenitori e coloro che rinforzano il dominio britannico (riferendosi al Provisional Sinn Féin ed a Gerry Adams) dovrebbero smetterla di legare le loro politiche attuali agli Hunger Strikers.
“Questa parata rappresenta un abuso della memoria di quei 10 coraggiosi soldati che hanno donato le loro vite per l’Irlanda negli H-Blocks di Long Kesh nel 1981″, ha detto Walsh.
“Coloro che sostengono di ononare il sacrificio degli Hunger Strikers questa domenica a Derry sono i responsabili della firma dell’accordo di Stormont del 1998. Quell’accordo era la negazione del diritto al riconoscimento dello status di prigioniero di guerra, ed anche la negazione del diritto all’autodeterminazione del popolo irlandese, ovvero le ragioni che portarono alla prematura e brutale morte di quei dieci uomini”.
“Nonostante gli auspici del Capo della polizia coloniale britannica nel Nord Irlanda (il RUC/PSNI), Hugh Orde, il repubblicanesimo irlandese non è in ‘agonia’. Il movimento repubblicano, che non si piega e non si spezza, continuerà a chiedere un ritiro completo e defintivo delle forze britanniche dall’Irlanda. Il raggiungimento di questo obiettivo sarà il giusto tributo agli Hunger Strikers e a tutti i patrioti caduti prima e dopo”.

(Grazie a Gaelico)

venerdì 11 luglio 2008

DENUNCIA CONTRO LA RINOMINA DI UN PARCO GIOCHI IN ONORE DI UN HUNGER STRIKER

L'Orange Order, appoggiato dall'Ulster Unionist, ha presentato una denuncia formale al District Council di Newry e Mourne dopo che il parco giochi Patrick Street è stato rinominato in onore dell'hunger strike dell'IRA Raymond McCreesh.
Il parco giochi è stato rinominato in via non ufficiale in memoria di Raymond McCreesh nel 2001 e questo è stato formalmente approvato dal Consiglio un po 'di tempo dopo.
Ma MrKennedy ha dichiarato che la rinomina di un parco pubblico in memoria di "un hunger striker e terrorista repubblicano" è sempre stato considerato dalla minoranza protestante in Newry, come "profondamente offensivo e improprio dato legislazione in tema di parità".
L'Equality Commission aveva inizialmente sollevato perplessità, mesi prima della denuncia ricevuta dal Consiglio.
Un portavoce del Sinn Fein ha descritto l'atteggiamento degli unionisti come "profondamente deludente".
"Da un lato l'Orange Order insiste sul riconoscimento dei loro legami storici, culturali e di diritti civili e, dall'altro, rifiutano completamente di consentire gli stessi principi ai nazionalisti e repubblicani".

Vi rimando come sempre all'articolo, in questo caso pubblicato da Irish News

giovedì 26 giugno 2008

BRENDAN McFARLANE PROSCIOLTO PER INSUFFICIENZA DI PROVE

E' giunto al suo termine il processo alla Special Criminal Court promosso nei confronti di Brendan McFarlane, per il rapimento avvenuto nel 1983 ai danni di Don Tidey. Durante lo scontro fuoco avvenuto nelle operazioni di salvataggio di Tidey, persero la vita Gary Sheehan e Patrick Kelly.
Brendan McFarlane venne arrestato nel 1998 mentre si stava spostando in autobus da Dublino a Belfast, e venne ritenuto colpevole del rapimento in seguito a sue presunte dichiarazioni rilasciate agli investigatori, in cui avrebbe detto di essere stato presente nel covo in cui era detenuto Don Tidey.
Brendan McFarlane ha negato sotto giuramento di aver mai rilasciato tali dichiarazioni ed il 26 giugno 2008, il giudice Paul Butler ha dichiarato l'inammissibilità di tale prova ed la conseguente chiusura del processo.
‘Dopo aver considerato tutti gli elementi di prova siamo soddisfatti di aver rilevato il dubbio e dobbiamo dare all’imputato il beneficio del dubbio e il chè esclude le presunte dichiarazioni,’.
Brendan McFarlane ex membro dell'IRA, fu Officer Commanding dei prigionieri della Provisional IRA, incarico che gli fu attribuito da Bobby Sands quando diede inizio al suo sciopero della fame nel 1981 (Irish Hunger Strike).
Quando McFarlane chiese a Sands il perchè la scelta fosse ricaduta su di lui, egli rispose: "perchè tu mi lascerai morire".
Brendan McFarlane durante il suo mandato di O/C vide morire uno dopo l'altro i dieci hungher striker.
Nel 1983 si rese protagonista insieme ad altri 38 detenuti, di un'evasione di massa dal carcere del Maze...evasione avvenuta poche settimane prima del rapimento di Don Tidey.

Ecco l'articolo di RTè News McFarlane trial collapses

Vi propongo una lunga intervista rilasciata alla BBC Radio Ulster, durante la quale Brendan McFarlane parla di come il governo inglese si oppose alla richiesta del riconoscimento dello status di prigioniero politico, causa scatenante l'Hunger Strike del 1981. Parla anche di come il Sinn Fein fosse inizialmente contrario a questo tipo di protesta e di come lui stesso venne a sapere della morte di Bobby Sands da un bollettino delle BBC News nella sua cella.

Intervista di Brendan McFarlane alla BBC Radio Ulster
Parte 1
Parte 2
Parte 3

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The trial against Brendan McFarlane, former IRA member, collapsed the three-judge court ruled that statements McFarlane allegedly made in police custody after his 1998 arrest implicating himself in the crime could not be admitted into evidence.

Read di article "McFarlane trial collapses" (from RTè News)

I would like also to show you a long interview released by Brendan McFarlane at BBC Radio Ulster. He reveals how their demands to be treated as prisoners of war were resisted by the then British Prime Minister, how the IRA leadership were initially against to the Hunger Strike protest and how he learned from a BBC News Bulletin in his cell that Bobby Sands was the first hunger striker to die.

McFarlane interview (from BBC Radio Ulster)
Part 1
Part 2
Part 3

martedì 24 giugno 2008

HUNGER...E LA FAMIGLIA DI BOBBY SANDS

Tra i vari video, pubblicati su youtube, del trailer del film Hunger (vincitore a Cannes del premio Camera d'Or), del regista Steve McQueen e basato sulle ultime 6 settimane di vita di Bobby Sands tra le mura del Maze, ce n'è uno che presenta tra i commenti (in lingua inglese) riferimenti ad opinioni e reazioni dei familiari di Bobby Sands. Ovviamente non si tratta di fonti ufficiali, quindi il tutto è da prendere con le dovute cautele ma è interessante prendere atto anche di questa (possibile) faccia della medaglia e quindi ho deciso di proporvelo.

Trailer - Hunger - Michael Fassbender - Film - Bobby Sands
(i commenti sopra-citati li potete trovare nella 2° pagina, in ordine di tempo dalla data della pubblicazione del video)


Per chi volesse maggiori informazioni su 'Hunger', nella sez. 'Film' troverà tutti i post a lui dedicati su questo blog.

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There in an interesting conversation about reactions of the Bobby Sands's family to the Hunger movie, made by Steve McQueen, documenting the final weeks of IRA hunger striker Bobby Sands and recently winner of the 'Camera d'Or' prix at the Cannes International Films Festival. It is not an official source but it's interesting to read it.

Trailer - Hunger - Michael Fassbender - Film - Bobby Sands
(you could find the comments about Bobby's family reaction below the trailer - 2° page from the day when video was published)

You could find more informations about Hunger at 'Film' label

mercoledì 4 giugno 2008

TRAILER UFFICIALE DEL FILM HUNGER



Premio Camera d'Or al Festival del Cinema di Cannes
Regia: Steve McQueen
Attore protagonista: Michael Fassbender

lunedì 26 maggio 2008

Bobby Sands oggetto di contese...


Da qualche giorno riflettori puntati su Bobby Sands e gli hunger striker grazie al film 'Hunger' (vincitore del premio Camera d'Or a Festival del Cinema di Cannes), argomento che ritorna ad essere scottante in merito a come viene considerata la sua figura dalla parte dello Sinn Fein (Gerry Adams accusato di aver svenduto i principi repubblicani) e dai dissidenti repubblicani.

Vi linko un articolo interessante pubblicato nei giorni scorsi dal Belfast Telegraph: Bobby Sands film fuels argument over Sinn Fein 'sell-out'



(Ecco la traduzione)

Bobby Sands, soggetto del controverso Hunger , proiettato a Cannes (vincitore del premio Camera d'Or n.d.r.) è considerato un eroe in quasi tutta l’Irlanda, ma per i repubblicani egli è un forte simbolo di sacrificio.
Mentre le fazioni repubblicane continuano a dibattere se Bobby Sands avrebbe sostenuto l’attuale processo di pace, sono accomunati nel vederlo come un martire vittima di una morte agonizzante, sacrificatosi per la loro causa, dopo uno sciopero della fame di 66 giorni.
Il film, che segna il debutto alla regia di Steve McQueen, già vincitore del Turner Prize, non sferra pugni descrivendo l’amara controversia tra i prigionieri ed il governo avvenuta tra le mura del famigerato carcere del Maze, in Irlanda del Nord.
Ripercorre dettagliatamente le ultime sei settimane di vita di Bobby Sands. Egli morì all’età di 27 anni nel 1981, durante una protesta promossa dai prigionieri appartenenti all’IRA per ottenere lo status di prigionieri politici. Micheal Fassbender, interprete di Bobby Sands, ha patito la fame per 2 mesi per prepararsi adeguatamente al suo ruolo.
Con brevi dialoghi, vivide immagini di prigionieri picchiati ed una inquadratura in primo piano della durata di 22 minuti, il film dimostra di essere sia controverso che innovativo.
In primo luogo, Bobby Sands viene rivendicato come uno di principali simboli del Sinn Fein, il cui leader, Gerry Adams, venne incarcerato con lui a Long Kesh nel 1970. Un grande murales ritraente Bobby Sands è stato realizzato su un muro del quartier generale dello Sinn Fein a Falls Road, Belfast, e viene commemorato ogni anno sin dalla sua morte.
Sands è anche rivendicato dai dissidenti repubblicani appartenenti alla Real IRA ed al suo braccio politico, il 32 CSM. Il partito di Gerry Adams è comunque più influente di quello dei dissidenti, che hanno però il vantaggio di avere la sorella di Bobby Sands, Bernadette Sands-McKevitt, come membro di spicco.
Ella sostiene che Adams abbia esaurito i principi repubblicani. Ha dichiarato: ‘La pace non è quello per cui il nostro popolo ha lottato. Ha combattuto per l’indipendenza’. Suo marito, Michael McKevitt, si trova dietro le sbarre per questo, scontando una pena di 20 anni per atti terroristici. Lui ed altri membri della Real IRA sono stati citati in una causa civile voluta dai parenti di alcune vittime dell’ attentato di Omagh del 1998.
Ma la maggioranza del movimento repubblicano ritiene che Bobby Sands abbia svolto un ruolo molto importante nella prima parte del processo di pace. Quando lo scorso anno l’IRA dichiarò il suo ‘fallimento’, incaricò Seanna Walsh, che fu compagno di cella ed amico di Bobby Sands, di dare l’annuncio. Egli lodò Sands come ‘poeta guerriero, l’indomito spirito di un prigioniero repubblicano’.
Il ruolo di Sands è al centro di una controversia politica, sin dal momento in cui una parte dell’opposizione unionista, si è opposta all’idea di destinare il sito del carcere del Maze alla costruzione di uno stadio. Questo perchè temono che possa venir considerato un ’santuario’ per le vittime repubblicane.


domenica 25 maggio 2008

Hunger...immagini e suoni

...a dimostrazione di come le parole siano superflue

'Hunger'...in parole

Hunger vince il premio Camera d'Or


Attributo il premio Camera d'Or ad Hunger, al Festilval Internazionale del Cinema di Cannes.

Queste le prime dichiarazione della co-produttrice Laura Hastings-Smith..
"We're all absolutely thrilled, and thrilled for Steve, thrilled for the film and for everyone who's worked on Hunger.
"The key to the film was that it looked at the humanity of the story and how this place, Maze Prison, at that time in history, how it was a brutalising place for everyone - be you prison officer, prisoner, orderly or riot guard.
"It was a tragedy for everyone. We looked at what happens when dialogue stops and that has a resonance across the world."

Quì potrete leggere l'articolo per intero BreakingNews.ie

mercoledì 21 maggio 2008

Remember...

lunedì 19 maggio 2008

Hunger...meno di 3 minuti di Steve McQueen, immagini e 'Making Of..'


Vista la difficoltà di reperire un trailer ufficiale del film Hunger presentato in anteprima mondiale al Festival di Cannes all'interno della rassegna 'Un Certain Regard' e in lizza per un premio, vi posto un link della BBC dove è possibile visionare un breve video contenente immagini tratte dal film, dichiarazioni di Steve McQueen e alcune sequenze del 'making of...' di cui ho pubblicato uno screenshot in testa al post.
Filmato interessante...

Video of Hunger

sabato 17 maggio 2008

Cannes presenta al mondo Hunger

I sottotitoli in francese riportano erroneamente l'anno 1991, ma sappiamo che il riferimento è al 1981.
Hunger
Caricato da mk2

Recensione dal sito Castlerock

Il volo di Bobby Sands

Chissà se dopo aver visto Hunger, il mondo degli addetti ai lavori, smetterà di ricordarsi dell'esordiente Steve McQueen per la sua omonimia con il celebre attore. Perché dietro a un uomo di colore di trentanove anni con un passato da scultore e da fotografo e la fisicità di un buttafuori, si nasconde un talento cristallino. Almeno a voler giudicare questa sua opera prima che racconta la storia di Bobby Sands (un grandissimo Michael Fassbender), l'attivista irlandese degli anni ottanta, lasciatosi morire in galera per uno sciopero della fame durato 66 giorni, dopo aver subito le più violente torture all'interno del carcere.

Hunger è il biopic politico più coraggioso che si sia visto da anni a queste parti e fa quasi sorridere pensare, che su temi analoghi, il ben inferiore Il Vento che accarezza l'erba di Ken Loach vinse a Cannes proprio due anni fa. A sbalordire nel film di McQueen da una parte c'è una padronanza assoluta della messa in scena, dall'altra la qualità e il coraggio delle scelte operate, sia sotto il profilo stilistico, che narrativo. Hunger scarta con una consapevolezza sorprendente tutte le trappole più comuni di un soggetto del genere, attraverso un montaggio ellittico e delle aperture di una potenza evocativa ragguardevole. Soprattutto, dosando alla perfezione pancia e cervello e soffermandosi su dettagli apparentemente poco pregnanti (le briciole delle colazione, le lacrime del celerino, gli uccelli) ma di grande respiro cinematografico.

McQueen abbraccia il calvario di Sands solo dopo esser passato attraverso tre personaggi: un poliziotto addetto alla sorveglianza del carcere e dedito a pestaggi indiscriminati e due altri detenuti, soggetti alle stesse condizioni inumane. Lo fa azzerando le parole, con un cinema duro e frontale che rifiuta ogni didascalismo e non risparmia nulla in termini di violenza espositiva e di realismo. Una prima parte che imprigiona lo spettatore senza tregua e che ha un vero e proprio climax nel duro intervento repressivo, successivo ai primi segnali di compromesso tra le posizioni politiche dell'Irlanda del Nord e l'Inghilterra. Ecco che improvvisamente Hunger muta registro e si riappropria del parlato, attraverso un lunghissimo dialogo in piano sequenza in cui Sands espone la sua strategia al prete che vuole convincerlo a una posizione più compromissoria. Venti minuti di una densità notevole che forniscono un'ulteriore dimostrazione dei numeri del regista inglese che abbandona il contesto carcerario, sottolineandone l'inferno con un altro piano sequenza da brividi.
Prima di occuparsi dell'agonia definitiva di Sands, ritornando al silenzio assoluto, con un incanto e un impatto emotivo preziosissimi, che ricordano un po' gli ultimi struggenti momenti del Christopher McCandless di Into The Wild.

venerdì 16 maggio 2008

Il primo trailer di Hunger

Ho trovato sul sito dell'Irish Independent il primo trailer disponibile del Film Hunger. Si tratta di 1.20 minuti di sequenze prive di dialoghi diretti ma sicuramente di forte impatto emotivo.

Potete vederlo quì/here

Recensione di Leonardo Landieri


...vi posto anche una recensione in lingua italiana, per chi non avesse dimestichezza con lingua inglese

Hunger

Con il film dell’inglese Steve McQueen s’inaugura, oltre la sezione “Un Certain Regard”, anche il festival delle biografie, in qualche modo. Se nei prossimi giorni passeranno il documentario su Maradona di Kusturica e su Mike Tyson dello statunitense James Toback, in piu’, il Che di Soderbergh, oggi e’ partita la saga con la
Con il film dell’inglese Steve McQueen s’inaugura, oltre la sezione “Un Certain Regard”, anche il festival delle biografie, in qualche modo. Se nei prossimi giorni passeranno il documentario su Maradona di Kusturica e su Mike Tyson dello statunitense James Toback, in piu’, il Che di Soderbergh, oggi e’ partita la saga con la storia di Bobby Sands, l’attivista irlandese degli anni ottanta, martire lasciatosi morire in galera per uno sciopero della fame durato 66 giorni, non prima di aver subito le piu’ crudeli torture da parte dei secondini inglesi. Il trentanovenne Steve McQeen e’ al suo primo lungometraggio, ed e’ da considerare tra i piu’ noti artisti contemporanei (e’ anche scultore e fotografo) per l'uso sofisticato del linguaggio cinematografico con riferimento diretto al cinema-verite', in particolare a Jean Rouch. McQueen ha sviluppato una narrativa filmica che inevitabilmente lo ha portato ad allontanarsi dal cinema classico e ad adottare un approccio piu' libero che fa della casualità e dell'aleatorietà i suoi punti di forza. In questo contesto l'artista ha adottato alcune tecniche che sono diventate tipiche del suo operare: l'uso della camera tenuta a mano durante la ripresa, la trasgressione dei confini tra immaginazione e realtà, tra lo spazio di chi osserva e quello del film, e soprattutto l'interruzione della continuità del racconto per cui le sequenze non si succedono l'una dopo l'altra, bensi' fanno parte di blocchi narrativi discontinui. In questa opera cruda e violenta pero’ l’autore sembra frenare il suo impulso creativo, dimostrando anche un senso dell’equilibrio non comune ai giovani autori. Episodico nella struttura, il suo procedere non segue, anche in questa opera, un'azione lineare ma ancora lo sguardo, seguendo un percorso linguistico in cui si compenetrano immagini e memoria e il cui scopo e' trasformare la nozione comune del reale. Ognuno diviene sensibile al massimo grado verso se stesso, il proprio corpo e la propria respirazione. Questo e’ quello che proviamo negli ultimi atti dell’esistenza di Bobby Sands. Bisogna perdere completamente il controllo. In questo consiste l'improvvisazione. È caos controllato. E se la dimensione temporale in questo film e' determinata dalla memoria che, sollecitata, si muove in diverse direzioni, anche i luoghi dove si svolgono le azioni scaturiscono dalla casualità e dalla capacità di improvvisazione. Un mondo che si spinge all’esplorazione dei limiti fisici, cercando di superarli attraverso un’arte multimediale che condensa a tratti, impercettibilmente cinema, videoinstallazione, scultura, fotografia, disegno. Il concetto di creatività interagisce tra i labirinti dello specialismo e dell’estremismo espressivo contemporaneo. Veramente un’opera notevole: quasi azzerate le parole, fino al faccia a faccia tra Bobby ed un prete, parlano le immagini, la narrazione che evoca il tempo reale e l’opposizione gravitazionale della metafora cinematografica. Questo cinema è una sorta di fecondazione trasversale tra il desiderio di creare e la fatica di continuare a creare: un tentativo di rafforzare l’energia creativa senza permettere alla propria pratica di assumere una forma concreta e fastidiosamente estetizzante storia di Bobby Sands, l’attivista irlandese degli anni ottanta, martire lasciatosi morire in galera per uno sciopero della fame durato 66 giorni, non prima di aver subito le piu’ crudeli torture da parte dei secondini inglesi. Il trentanovenne Steve McQeen e’ al suo primo lungometraggio, ed e’ da considerare tra i piu’ noti artisti contemporanei (e’ anche scultore e fotografo) per l'uso sofisticato del linguaggio cinematografico con riferimento diretto al cinema-verite', in particolare a Jean Rouch. McQueen ha sviluppato una narrativa filmica che inevitabilmente lo ha portato ad allontanarsi dal cinema classico e ad adottare un approccio piu' libero che fa della casualità e dell'aleatorietà i suoi punti di forza. In questo contesto l'artista ha adottato alcune tecniche che sono diventate tipiche del suo operare: l'uso della camera tenuta a mano durante la ripresa, la trasgressione dei confini tra immaginazione e realtà, tra lo spazio di chi osserva e quello del film, e soprattutto l'interruzione della continuità del racconto per cui le sequenze non si succedono l'una dopo l'altra, bensi' fanno parte di blocchi narrativi discontinui. In questa opera cruda e violenta pero’ l’autore sembra frenare il suo impulso creativo, dimostrando anche un senso dell’equilibrio non comune ai giovani autori. Episodico nella struttura, il suo procedere non segue, anche in questa opera, un'azione lineare ma ancora lo sguardo, seguendo un percorso linguistico in cui si compenetrano immagini e memoria e il cui scopo e' trasformare la nozione comune del reale. Ognuno diviene sensibile al massimo grado verso se stesso, il proprio corpo e la propria respirazione. Questo e’ quello che proviamo negli ultimi atti dell’esistenza di Bobby Sands. Bisogna perdere completamente il controllo. In questo consiste l'improvvisazione. È caos controllato. E se la dimensione temporale in questo film e' determinata dalla memoria che, sollecitata, si muove in diverse direzioni, anche i luoghi dove si svolgono le azioni scaturiscono dalla casualità e dalla capacità di improvvisazione. Un mondo che si spinge all’esplorazione dei limiti fisici, cercando di superarli attraverso un’arte multimediale che condensa a tratti, impercettibilmente cinema, videoinstallazione, scultura, fotografia, disegno. Il concetto di creatività interagisce tra i labirinti dello specialismo e dell’estremismo espressivo contemporaneo. Veramente un’opera notevole: quasi azzerate le parole, fino al faccia a faccia tra Bobby ed un prete, parlano le immagini, la narrazione che evoca il tempo reale e l’opposizione gravitazionale della metafora cinematografica. Questo cinema è una sorta di fecondazione trasversale tra il desiderio di creare e la fatica di continuare a creare: un tentativo di rafforzare l’energia creativa senza permettere alla propria pratica di assumere una forma concreta e fastidiosamente estetizzante.

(un ringrazimento a sentieri selvaggi)


Hunger visto dal Guardian


Una delle recensioni più brevi, ma forse tra le più incisive...

Hunger

4 stars Cannes film festival

Peter Bradshaw
Friday May 16, 2008
The Guardian



Now that Martin McGuinness is doing grinning photo-ops alongside Ian Paisley, the world of the hunger strikes and dirty protests of the early 1980s seems a very long time ago. Steve McQueen's film Hunger painfully and powerfully re-enacted the Maze prison campaign and made Cannes festivalgoers live through the ordeal of hunger striker Bobby Sands, played uncompromisingly by Michael Fassbender.

It delivered a profound shock, not least the shock of recognising how much has changed, and how in our era of suicide bombings, the debate over terrorism has changed radically.

Hunger is extreme cinema for an extreme subject. It is outstandingly made; long wordless sequences are composed with judgment and flair and expository dialogue scenes are confidently positioned. It surely confirms McQueen as a real film-maker.

The full nauseous horror of the dirty protest is unflinchingly addressed by McQueen's camera. There are long, unhurried shots of the endless prison corridor, with swags of urine seeping from under each cell door. You can feel the prisoners breeding their hate and rage like bacilli in a gigantic Petri dish. The scenes of brutality are almost unwatchable.

Hunger is raw, powerful film-making and an urgent reminder of this uniquely ugly, tragic and dysfunctional period in British and Irish history.

Hunger visto dal Times



Steve McQueen's Maze prison film Hunger shocks Cannes

The controversial history of Northern Ireland's troubles was brought to vivid light in Cannes today with the screening of Hunger, directed by Turner Prize winner Steve McQueen.

Dramatising life inside the notorious Maze prison and the highly emotive events surrounding the 1981 IRA hunger strike, the film opened the Un Certain Regard section of the festival, which encourages innovative works and young talent.

The film stars Irish actor Michael Fassbender, 31, who starved himself for two months to play the IRA hunger-striker Bobby Sands

McQueen said he wanted to capture what it was like to hear, see, smell and touch the blocks where IRA prisoners were incarcertated in 1981 and convey something which could not be found in books or archives.

The London-born director said: "When I was a child growing up in 1981, aged about 11 or 12, there were three things that influenced me: the Brixton riots, Tottenham winning the FA Cup - which was fantastic - and Bobby Sands.

"His image appeared on the TV screen virtually every night with a number underneath it and it stayed with me. That passion and that level of confrontation to die on hunger strike.

"This memory and this opportunity drew me to find out more about him and I thought it could be a powerful film."

McQueen, who had never written a script before, described the research process of speaking with ex-prisoners, prison officers and priests who had visited the Maze as "probably the heaviest experience of my life emotionally".

He said he initially contemplated having no dialogue at all.

"But then I started to think about there being, after a period of no dialogue, an avalanche of dialogue."

The film is almost without dialogue for it's first hour, before an unbroken 22 minute take of Sands discussing his proposed hunger strike with his priest.

McQueen said of filming in Northern Ireland: "What became apparent was how so many people had been touched by this story and it was quite remarkable how everyone knew where they were when Bobby Sands died during the hunger strike, everyone had some kind of relationship to the events of that time."

Hunger visto dall'Independent


Bobby Sands film defended for its 'insight' into suicide bombers

By Arifa Akbar
Friday May 16 2008

A controversial film documenting the final weeks of IRA hunger striker Bobby Sands has been defended by its makers at the Cannes Film Festival as a useful insight into the mindset of suicide bombers.

'Hunger', a 96-minute film by Steve McQueen, tells the tale of Sands, who died on hunger strike at Maze prison. The film has drawn criticism for creating a hero out of a terrorist.

But Jan Younghusband, executive producer of the film, said the harrowing story merely exposed the mentality of someone ready to die for a cause, such as the London suicide bombers.

"You look at suicide bombers and wonder what it is that drives them to kill themselves in their attempt to make the world better. This is a very contemporary issue, destroying your body for something you believe in," she said.

"We look at terrorists and we think 'aren't they horrible, they are blowing us up'. But we have to ask 'What is our role in that?' We are not without responsibility."

The gritty drama, the directorial debut for Turner-Prize-winning artist McQueen, focuses on the last six weeks of Sands' life. Jailed for possessing a gun, he became an icon in the Republican movement when he died in 1981 at the age of 27 after 66 days on hunger strike -- a protest at prisoners losing their political status.

Sands became an MP 25 days before he died; his death prompted several days of riots in nationalist areas of Northern Ireland and drew 100,000 people to his funeral.

Some have suggested the film's release is likely to rekindle bitter feelings in Belfast. Sands' family have been invited to see the film but have declined the offer of a personal screening.

McQueen, whose recent work includes a series of postage stamps bearing the faces of dead soldiers who had served in Iraq, said: "The body as site of political warfare is becoming a more familiar phenomenon. It is the final act of desperation; your own body is your last resource for protest."

The film's Dublin-born writer, Enda Walsh (best known for 'Disco Pigs') spent several weeks interviewing Sand's fellow prisoners and prison guards.

Its makers say the story draws a parallel between IRA prisoners in the Maze, and those currently in Abu Ghraib prison and Guantanamo Bay. (© Independent News Service)